Luigi De Filippo nasce a Napoli il 10 Agosto del 1930.

Figlio di Peppino De Filippo e dall’attrice Adele Carloni, segue le orme del padre attore e drammaturgo, già allora come oggi simbolo della napoletanità e principale rappresentante, insieme al fratello Eduardo, di un modo di fare Teatro che ha accompagnato, segnandola e rappresentandola, la Storia del Teatro italiano.

È proprio nella compagnia del padre che Luigi debutta nel 1951, e subito riscuote un successo personale.

Da allora recita in tutta Italia, ma sono molte anche le tournèe all’estero. Il Teatro della famiglia De Filippo, infatti, viene compreso e apprezzato insieme al suo messaggio anche in Unione Sovietica, America Latina, Parigi, Londra, Varsavia.

Luigi, quindi, sin da giovanissimo comprende l’importanza anche sociale del suo lavoro, e dal 1959 al 1969, insieme al padre si occupa della Direzione Artistica del Teatro Delle Arti di Roma.

Nel 1978, poi, dopo aver raggiunto la maturità artistica, finalmente fonda una sua Compagnia di Teatro, per aggiungere un nuovo importante tassello alla storia della sua famiglia. Subito pubblico e critica riconoscono il suo talento, la sincerità e la professionalità, e lo identificano tra i più autorevoli depositari della grande tradizione del Teatro Napoletano, eleggendolo a suo principale rappresentante contemporaneo.

E’ autore di commedie di particolare successo.

Le sue opere, fra cui “La commedia de re buffone e del buffone re”, “Storia strana su di una terrazza napoletana”, “Buffo napoletano”, “Come e perché crollò il Colosseo”, “La fortuna di nascere a Napoli”, sono state più volte rappresentate sia in teatro che in televisione.

Nel 1989, al Festival delle Ville Vesuviane, Luigi presenta una sua personalissima interpretazione in lingua napoletana del “Malato immaginario” di Moliére, e vince il Biglietto d’oro AGIS come campione d’incassi, ripetendosi poi nel 1990.

Per parte del decennio successivo è Direttore Artistico del Teatro delle Muse di Roma, e nel 1999, insieme alla moglie Laura Tibaldi, costituisce la società “I due della città del sole”, impegnandosi a produrre non solo i suoi spettacoli, ma anche opere di altri giovani attori e autori napoletani.

Nel corso della sua carriera, poi, Luigi ha fatto anche alcune incursioni in campi diversi da quello del teatro. Per la Tv ha scritto vari testi: “Peppino al balcone”, “P come Peppino”, “L’applauso di questo rispettabile pubblico”, “buona sera, con Peppino De Filippo”.

Inoltre, ha scritto alcuni libri: “Il suicida”, “Lo sgarro”, “Pulcinella amore mio!”, “il segreto di Pulcinella”, “Buffo napoletano”, “De Filippo & De Filippo”, “Oje vita, Oje vita mia!”, “La fortuna di nascere a Napoli”, e infine “Un cuore in palcoscenico”, un’autobiografia edita da Mursia editore, in uscita proprio in questi giorni.

È interprete di circa 50 film e di vari sceneggiati televisive, e ha interpretato e diretto numerose commedie per la RAI televisione Italiana.

Nel 2001 ha festeggiato i suoi cinquanta anni di attività teatrale, ricevendo, fra gli altri riconoscimenti, il Premio Personalità Europea in Campidoglio. 

Il Presidente della Repubblica Ciampi, nel 2005, lo ha insignito della onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica per particolari meriti artistici.

È ora reduce da una trionfale tournèe, durante la quale ha messo in scena “La fortuna con l’effe maiuscola”, commedia scritta a quattro mani dallo zio Eduardo e da Armando Curcio, da lui ripresa e rappresentata con la chiara intenzione di tenere alta la bandiera del teatro di tradizione della sua famiglia. L’opera infatti e particolarmente rappresentativa dello spirito della commedia dell’Arte, in quanto perfetta sintesi di diverse sensibilità che in quest’opera si completano l’un l’altra regalando al pubblico un’esperienza magica, resa ancor più coinvolgente perchè in scena v’è Luigi, una volta figlio di una tradizione, e oggi principale attore e autore di un modo di raccontare la vita in scena che continua ad affascinare il pubblico, e a rendere migliore, anche solo per lo spazio di una rappresentazione, chi si trova di fronte alla magia di una storia che non avrà mai fine finchè esisteranno palcoscenici e vicenda fantasiose da raccontare.

Per la prossima stagione, Luigi ha deciso di misurarsi con una nuova ambiziosa avventura. 

In occasione del centocinquantesimo anno dall’unità d’Italia, infatti, porterà in scena “l’Avaro” di Molière in una sua personalissima rivisitazione. L’opera, in napoletano, narra la storia di un uomo ossessionato dalla paura di perdere tutto, anche perché teme che i nuovi equilibri politici che si instaureranno nel Paese gli potranno essere sfavorevoli. Un evento storico visto però con satira tutta napoletana, Uno spettacolo piacevolissimo su qualità e difetti degli italiani che porteranno all’Unità di una Nazione e che celebra con ironia i 150 anni dell’Unità d’Italia.