L'Avaro
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Agosto 2010 16:02 Scritto da Natascia Lunedì 30 Agosto 2010 15:56
STAGIONE TEATRALE 2010-2011
“L’AVARO”
Traduzione e libero adattamento in due parti
di Luigi De Filippo dalla commedia di
Molière
Tre sono gli elementi che caratterizzano questo spettacolo:
E’ ambientato a Napoli, la classicità del testo e la comicità.
Uno spettacolo divertente nella sua originale ed umoristica ambientazione napoletana. Luigi De Filippo, grande protagonista del teatro napoletano di tradizione, ha trasportato l’azione scenica da Parigi alla Napoli del 1860 quando, con l’arrivo di Garibaldi vittorioso, nasceva l’Unità d’Italia.
Un evento storico visto però con satira tutta napoletana. “L’Avaro” che Luigi De Filippo porta sulla scena, con la sua Compagnia, è un uomo legato a un mondo e privilegi che stanno tramontando e che, coi tempi nuovi, porteranno all’Unità di una Nazione. Uno spettacolo piacevolissimo su qualità e difetti degli Italiani e che celebra, con ironia e divertimento, i 150 anni dell’unità d’Italia che ricorre nel 2011.
11 ATTORI
scena e costumi: ALDO BUTI
Regia: LUIGI DE FILIPPO
Stagione Teatrale 2009-2010

Un grande interprete del Teatro napoletano, Luigi De Filippo, ripropone questa divertente commedia che nel 1942 fu uno dei più clamorosi successi del Teatro Umoristico dei celebri fratelli De Filippo. Un trionfo personale di Eduardo e Peppino che ne furono i primi ed irripetibili interpreti. Ispirandosi alla lezione di un passato glorioso, oggi, con l’interpretazione e la regia di Luigi De Filippo, lo spettacolo torna a risplendere di luce nuova. La fortuna con “la effe maiuscola” è quella inattesa che capita al protagonista della commedia, un pover’uomo perseguitato da un destino avverso e beffardo, che vede all’improvviso illuminare la sua vita misera dall’arrivo di un’eredità che gli giunge da parte di un parente emigrato in America.
Eredità che però ha la condizione di spettare per intero al poveretto solo se lui non avrà figli. Se il figlio c’è, tutta la ricca eredità andrà a lui. Invece il pover’uomo, che dell’eredità tutto ignorava, un figlio ce l’ha. Lo ha appena riconosciuto, costretto dalla miseria, in cambio di un modesto compenso che lo avrebbe aiutato a liberarsi dai debiti. E così, da questo impedimento, nascono gli equivoci e le disavventure tragicomiche della commedia, metafora di una società che si trasforma.
Luigi De Filippo la ripropone al pubblico d’oggi in una sua personale, divertente ed umanissima interpretazione che mette in risalto una delle caratteristiche più preziose del Teatro dei De Filippo: l’umorismo. Umorismo che rappresenta la parte agra, la parte amara della comicità. Comicità tutta napoletana che ci diverte ed appassiona attraverso un Teatro sempre attuale che, sorridendo, ci racconta la fatica di vivere.
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Personaggi, in ordine d'apparizione:
CRISTINA Stefania Ventura | VINCENZO Michele Sibilio | CONCETTA, portiera Marisa Carluccio | LUISA Simona di Nardo | ERRICUCCIO Paolo Pietrantonio | GIOVANNI Luigi De Filippo | AMALIA Marianna Mercurio | ROBERTO, avvocato Giorgio Pinto | GIUSEPPE, notaio Luca Negroni | GERVASIO, medico Alberto Pagliarulo | BRIGADIERE Michele Sibilio | SANDRINO, barone Roberto Albin
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assistente alla regia: Luca Negroni | aiuto scenografo: Francesca Chirichella | direttore di scena: Giuliano Gargiulo |tecnico luci e suono: Salvatore Lanzuolo | sarta di scena: Giuliana Paolella | service: Francesco Sabatino, Napoli | trasporti: Transart, Sabaudia | realizzazione costumi: Giuliana Paolella | musiche originali: Luigi De Filippo | arrangiamenti musicali: Antonio Armagno | ideazione grafica: Giorgio Pinto | stampa: Mail Boxes etc, Parioli, Roma | segretaria di produzione: Natascia Sollecito Mascetti | ufficio stampa: Maria Letizia Maffei – Mila Sarti | organizzazione: Stefano Pironti | produzione: Laura Tibaldi De Filippo | Amministratore di compagnia: Natascia Sollecito Mascetti
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| P.IVA 01177090626 | ||||




